ANAS Veneto per la festa della donna parla di ‘Ndrangheta a Villafranca e delle donne che l’hanno contrastata.

 

8/3/2019

 

Radici e ali, tradizione e cultura, ritualità ed intelligenza, queste le antitesi messe minuziosamente in evidenza dallo storico ricercatore giornalista e scrittore dott. Ernesto Francia durante la presentazione del suo libro presso l’Auditorium di Villafranca di Verona la sera lo scorso 6 marzo. A condurla magistralmente, attraverso un interessante dialogo/intervista, il giornalista Roberto Zoppi.

Un libro inusuale, non scrivibile da chiunque, perché mette in discussione la sacralità delle tradizioni della terra natia, le strade intraprese da amici con cui si è cresciuti, i valori e le modalità con cui la famiglia stessa educa i propri figli. Una discesa agli inferi, senza paura però. Perché se anche solo Francia avesse mostrato un minimo di titubanza sarebbe caduto nell’errore di omettere dettagli e passaggi importanti. La forza invece gliel’hanno data i fatti, innegabili fatti e processi che, con il loro cruento manifestarsi, hanno dato la possibilità all’autore di raccontarli con verità e spietatezza. Parole, strumenti, comportamenti, nomi, date, una serie infinita di elementi che diventano l’essenziale chiave di lettura di un sistema molto subdolo, articolato e costruito. Essendo metà calabrese e metà siciliano, Ernesto Francia è riuscito a spiegare le differenze tra l’ ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra , facendo emergere degli aspetti determinanti per poter capire gli assetti interni e fondanti di queste organizzazioni criminali.

Punto focale e centrale dell’ ‘Ndrangheta, l’origine e la fine di tutto: i legami di sangue e di parentela all’interno della Famiglia. Questa è l’ ‘Ndrangheta, una famiglia all’interno della quale nessuno può tradire nessuno; dove la ritualità dalla nascita marchia a fuoco un bimbo appena venuto al mondo; dove la scelta non esiste e non rispettare un valore imposto dall’appartenenza ad una stirpe significa soccombere senza pietà e senza età. Non esiste un codice d’onore che limiti l’orrore di un’uccisione per tradimento. L’acido punisce e cancella tutto, donne e bambini.

E se la famiglia è il centro del sistema, la donna fedele al suo ruolo diventa lo strumento procreativo, l’educatrice principale ai sacrosanti valori criminali, la vera generatrice e tramandatrice di violenza. Ogni cambio di rotta determina quindi una frattura, una rottura dei legami interni, un tradimento imperdonabile perché ingiustificabile. Le figure femminili a cui lo scrittore ha restituito un nome ed un volto, ricordano delle martiri perseguitate e morte tra atroci sofferenze per aver scelto una direzione diversa, spinte solo dalla forza del proprio coraggio. Siamo invece Noi cittadini tutti a doverci ribellare, dice Francia. Siamo proprio noi ad essere determinanti perché , come scrive, "la giustizia non ha la forza ne la capacità di poter sconfiggere un avversario così forte senza l’aiuto dei cittadini e dei collaboratori di giustizia".

Un appello, quindi, ad aprire gli occhi perché l’ ‘Ndrangheta, e le mafie in generale, "sono diventate internazionali, non si trovano solo in Sicilia e Calabria"; un appello ad aprire le menti per ricordare ed analizzare i motivi e le modalità della morte di donne come Lea Garofalo, Santa Boccafusca, Maria Concetta Cacciola e farle diventare "simbolo del cambiamento culturale che serve alla Calabria, simbolo della forza della giustizia". Un libro quindi non solo da leggere ma da iniziare a vivere.

Un messaggio importante, quindi, quello che l’Associazione A.N.A.S. Veneto ha voluto far emergere e che ha visto la partecipazione del portavoce Regionale Francesco Bitto intervenuto in apertura, del presidente Giampietro Bertasi, dei presidenti delle sedi zonali Ivano Baldan (sede di Villafranca di Verona), Sabrina Pomari (sede di Nogarole Rocca) , Silvia Sambin (sede di Verona Est). Partecipazione e sostegno anche da parte dei presidenti di Asfa, Flavio Bertaiola e di LE.VISS, D.ssa Graziella Bazzoni. Presenti anche il presidente del Comitato Biblioteca di Villafranca Renzo Campodellorto, l’assessore Deborah Bovo del Comune di Mozzecane , il Tenente Cristina Galleli 3° Stormo Aeronautica Militare, il Dr. Maurizio Martoro Dirigente della Procura militare di Verona. Incontro organizzato con il patrocinio del Comune di Villafranca, alla presenza dell’assessore alla Cultura Claudia Barbera e dell’assessore all’Istruzione Anna Lisa Tiberio coordinatrice della Rete Cittadinanza e Costituzione del MIUR che ha chiuso il convegno con un intervento molto sentito.

di Silvia Sambin