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Bitto scrive alla Vecchioni di Federfama Verona “le mascherine acquistate a più di 0,50 € potreste donarle a chi non prende lo stipendio”

 

08/05/2020

 

Nel contesto dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando, vista la polemica in atto in relazione alle mascherine a prezzo imposto, il Portavoce regionale dell’Ente del Terzo Settore ANAS (Associazione Nazionale di Azione Sociale), Francesco Bitto, ha scritto una lettera aperta alla Presidente di Federmarma, Elena Vecchioni, per esprimere il proprio dissenso verso la polemica che stanno portando avanti le Farmacie con vari cartelli critici sulle mascherine a prezzo imposto.

 

Bitto lamenta che in questi cartelli ci si rivolge ai cittadini, che non hanno nessuna colpa, e non direttamente al Governo, oltre a proporre di donare le mascherine acquistate prima del prezzo imposto alle famiglie in difficoltà. Riportiamo alcuni passaggi della missiva di  Bitto a Federfarma Verona:

"Come le sarà noto c’è una categoria di lavoratori, compresi imprenditori di piccole e medie imprese, che hanno ridotto, negli ultimi mesi, notevolmente le proprie entrate le quali oggi risultano molto prossime allo zero. Detto ciò e lungi da me entrare nel dettaglio di attività commerciali, quello che sono le farmacie, che non hanno mai in questa emergenza visto giorni di chiusura, senza voler far le pulci al bilancio di queste attività e degli investimenti che abbiano potuto fare per comprare le mascherine usa e getta di cui si discute, ma mi risulta difficoltoso credere che se venisse meno il guadagno delle sole mascherine acquistate a più di 0,50 di euro, tali attività commerciali potrebbero andare in grave difficoltà, sinceramente mi risulta molto difficile crederlo. Pertanto dinnanzi ad un’emergenza che sta portando milioni di famiglie a far  fatica a mettere sul tavolo un “tozzo di pane”, porre in essere una lamentela di questo genere mi sembra decisamente fuori da ogni logica e poco rispettoso di chi sta vivendo la crisi attuale con elevatissimo disagio." 

 

Bitto auspica anche una soluzione che riporta nella parte finale della lettera: 

 

"A seguito di quanto espresso Le chiedo, per quello che è in suo potere, di voler partecipare questo disagio, che Le assicuro non sono l’unico a provare, agli associati che rappresenta e le lancio un’idea, le farmacie  potrebbero, con un gesto di cuore, donare le mascherine che hanno acquistato a più di 0,50 € a coloro che non hanno reddito da 2 mesi, magari contattando le associazioni di categoria per la distribuzione (operazione che tra l’altro anche sotto il profilo del bilancio potrebbe dare un rientro in termini di detrazione divenendo donazioni), sarebbe un bellissimo gesto che andrebbe in contrapposizione a chi, con il proprio atteggiamento di protesta nei confronti del Governo, a mio parere, non sta giovando all’immagine delle farmacie. Ringrazio Lei per l’attenzione e prego di rivolgere il mio ringraziamento alle farmacie che continuano a lavorare senza lamentarsi troppo di qualche guadagno in meno che mi risultano essere la maggior parte."