Presentato alla Provincia di Verona il Progetto A.N.A.S. sulla prevenzione dell’alcolismo in età adolescenziale.

 

01/04/2014

 

VERONA. Oggi a Palazzo Scaligero in sala rossa, l'Assessore provinciale all'Istruzione, Marco Luciani, ha presentato il progetto «Non troppo piccoli per parlare di alcool», campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro l'abuso di alcool fra i giovanissimi. Erano presenti: Francesco Bitto, Presidente Regionale di A.n.a.s.; Carla De Zordo, rappresentante di A.n.a.s. e responsabile del progetto; Annalisa Tiberio, responsabile Ufficio Interventi Educativi dell'Ufficio scolastico provinciale. L'iniziativa, promossa dall'Associazione nazionale di Azione Sociale, affronta il problema del consumo di alcool già a 11 anni, secondo quanto riportano le recenti statistiche italiane.

 

L’Assessore Luciani: «Sia i giornali nazionali sia quelli locali sottolineano il problema del consumo di alcool fra i minorenni, anche in età precoce. In Italia il primo bicchiere si consuma a 11 anni, due anni in meno rispetto alla media europea. Il Veneto è tra i primi posti in Italia in questa triste classifica. Le scuole veronesi sono sempre state attente a questa tematica, ma il lavoro fatto non è mai sufficiente. Per questo motivo è di fondamentale importanza che alcune associazioni si occupino di iniziative preventive per il bene della collettività. Il lavoro di A.n.a.s. si dipana su due diversi fronti, che comprendono la spiegazione dei rischi che comporta la dipendenza da alcool e l'illustrazione di modelli di divertimento alternativi e soddisfacenti. Sebbene il progetto sia già approdato in alcune scuole durante l'anno scolastico in corso, intendiamo rilanciarlo nel mese di luglio affinché gli istituti possano inserirli nel Piano dell'offerta formativa».

 

Il Presidente regionale A.n.a.s, Bitto: «L'A.n.a.s è un'associazione di promozione sociale che opera su scala nazionale. Gli iscritti in tutta Italia sono più di 100 mila. Abbiamo cominciato ad approfondire la questione dell'alcool rivolgendoci ad esperti in materia e abbiamo capito che per fare sensibilizzazione si doveva partire dalle scuole medie, perché è in questo contesto che il problema comincia a farsi sentire. Fino ad ora il progetto è stato esposto in diverse scuole, fra cui quelle di Vigasio, Fagnano e Povegliano Veronese e, a tra aprile e maggio, andremo a Villafranca e Sona».

 

La responsabile del progetto, De Zordo: «La relazione parlamentare del 2013 è piuttosto preoccupante poiché si evince che l'Italia è ai primi posti in Europa per il consumo di sostanze alcoliche. Le conseguenze della dipendenza da alcolici fra i più giovani vanno dai cali di rendimento fino ad atteggiamenti di violenza e aggressività. Il consumo di alcool diventa ora un mezzo di trasgressione ed esaltazione per combattere la monotonia, ad esempio attraverso il fenomeno del Binge drinking, che significa bere velocemente molti bicchieri per arrivare in fretta allo stordimento. Il nostro metodo si basa su un approccio diretto con i ragazzi a cui è stato chiesto di porci delle domande in forma anonima sulla questione. I risultati si sono rivelati fondamentali non solo per avere un quadro più chiaro della situazione, ma anche perché in questo modo si sono sentiti protetti e si sono aperti con sincerità su questo delicato problema».

 

Ufficio Interventi Educativi, Tiberio: «Molti ragazzi sono spinti al contatto con l'alcool da uno spirito d'emulazione che si innesca, ad esempio, dai social media. E' necessario formare il prima possibile un bagaglio esperienziale e una capacità critica adeguata. Inoltre non bisogna sottovalutare l'educazione al tempo libero. I ragazzi devono imparare a divertirsi, come è loro diritto, ma in modo sano».